La fiducia nel sonno
Sono giorni in cui provo un grande piacere nel dormire, nel mollare la consapevolezza, chiudo gli occhi e sono pronta a saltare, affascinata dal viaggio del sonno e dal risveglio che sento come rinascita, a volte più, altre meno. Riesco a godere del sonno in questo periodo ma non va sempre così per questo mi piace scriverne sottolineandone l’importanza.
Ho ripensato ad un paragrafo di “Donne che corrono coi lupi” della Estés, penso che molti di voi lo conoscano, vi consiglio di averlo e di leggere anche solo ogni tanto qualche pagina, è così denso di contenuti che vi stupirà quindi, perché non stupirsi (proprio nella vita, direi)!
“…l’innocente sonno, il sonno che ravvia le scomposte trame degli affanni, morte quotidiana della vita, bagno ristoratore della fatica, balsamo delle anime dolenti, seconda portata nel grande banchetto della natura, primo nutrimento nel festino della vita…”
Il sonno è rinascita, rinnovamento, creazione, senza consapevolezza psichica! Un momento di stop ai controlli della mente giornalieri di cui un po’ tutti siamo in qualche momento schiavi.
“Durante il sonno entriamo in uno stato di dolce innocenza, che non è ingenuità: l’ignoranza è non sapere nulla ed essere attratti dal buono, l’innocenza è conoscere tutto ed essere ancora attratti dal buono.”
È uno stato di amabilità che sarebbe buono portarci anche da svegli, che si rinnova con il sonno. È un atteggiamento teso a evitare il male agli altri o a sé ed anche una capacità di ristabilirsi, reintegrare se stessi (e gli altri).
Rimanda all’esperienza di stupore, l’awe: non possiamo stupirci se non ne sentiamo il desiderio ed il desiderio è amore per i movimenti della vita.
Quindi sonno, connesso alla morte/rinascita, quella trasformazione che continuamente avviene nella vita. Respiro come inspirazione/inizio ed espirazione/fine con intervalli o spazi di morte fra un respiro e l’altro, sospensioni, che, se fiduciose, ci riportano a vivere tra gli alti e bassi della vita, senza giudizio, così rinasciamo, trasformati, più "sapienti e amabili".
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Opera di Dario Tozzoli, "La danza della morte"