Dott.ssa Martina CarrubbaPsicologa Psicoterapeuta
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La consapevolezza è il processo vitale

Noi parliamo tanto di consapevolezza, ma la consapevolezza cos'è? Cos'è la coscienza? Per me la consapevolezza è il processo vitale. Non credo che una parte cosciente di noi guidi il comportamento indipendentemente dal corpo. Per contro sono convinto che il processo biologico, che si esprime nel movimento, nelle sensazioni, nella percezione, nella creazione di modelli di significato, forma il campo di esperienza e sperimentazione che chiamiamo conoscenza. La percezione che abbiamo della nostra attività vitale è quel che chiamiamo consapevolezza. L'esistenza di una persona si identifica con la sua consapevolezza. Se mi immagino come un grande oceano marezzato che oscilla e pulsa, la mia consapevolezza è la parte di me stesso che viene eccitata. Talvolta so chi sono, talaltra non riconosco l'individuo in cui mi vado trasformando, e ciò a seconda dell'intensità e della localizzazione della mia eccitazione.

Conosciamo noi stessi a mano a mano che la nostra eccitazione affiora sotto forma di azione e sensazione, aspettativa e desiderio.

L'energia maggiore sta alla superficie di noi stessi, la superficie che continuamente formiamo e riformiamo. Il nostro confine è il luogo in cui la nostra eccitazione ci definisce, in cui la nostra esperienza emerge come forma di noi stessi, come nostra individualità. L'oceano primordiale si ingrossa in un'ondata, formando l'individuazione.

L'estasi e l'angoscia della condizione umana sta in questo: che viviamo e percepiamo la forma della nostra vita nell'immediato presente, e poi, per via della positura eretta, siamo in grado di vedere a distanza, di guardare al futuro. E così viviamo contemporaneamente questi due aspetti dell'ora presente. In nessun altro animale i modelli eccitatori estendono in modo siffatto l'ora presente. Nessun altro animale è così ricolmo dell'energia che affiora e modella quanto ancora non c'è.

Lo stato di veglia, la postura eretta e la deambulazione ci tirano fuori dall'oceano, quello spazio illimitato dove siamo pura espansione. Là, sulla nave che mi trasportava dall'Europa in America, scoprii che la mia consapevolezza è in realtà il processo dell'eccitazione che mi spinge verso la forma. La consapevolezza, ecco, è l'illimitato che trova dei limiti. Il continuo processo di formazione di noi stessi è ciò di cui siamo consci. Il giacere sdraiati appiattisce e allarga l'eccitazione, la consapevolezza, il sentimento di sé, rendendo i confini individuali meno differenziati. La postura eretta intensifica l'eccitazione e approfondisce la consapevolezza e il sentimento di sé, poiché si riconosce il proprio io nella sfera della gravità.

La postura eretta è la spinta alla formazione dell'io, all'individuazione della propria esistenza, alla creazione di uno stile di vita. Nel drizzarci modelliamo lo spazio per nuove risposte e nuovi centri d'interesse. Sperimentiamo nuove forme di piacere, nuovi modelli per esprimere il nostro amore per l'altro. Il suono diventa favella e acquisisce le raffinatezze del linguaggio. Le emozioni prodotte dalla deambulazione e dalla postura eretta formano il corpo umano, la consapevolezza umana. Il corpo desto è la nostra coscienza.

Stanley Keleman, Il corpo è lo specchio della mente

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Immagine di copertina dello spunto "La consapevolezza è il processo vitale"

Augusta