Il silenzio è cosa viva
Oggi, ulteriore giorno in cui vediamo chiaramente il dolore, che da sempre fa parte della vita e del mondo, vi invito a respirare la compassione, concetto che implica lo "stare con" ciò che c'è, che sia la gioia, il dolore di qualcuno o il proprio.
Per "stare con", vi invito a sentire il dolore, ad attraversarlo con tutto il vostro essere per lasciarlo essere. Inutile schermarlo, evitarlo, perché resta inscritto nel vostro corpo, sotto forma di contrazione muscolare, di dolore psicosomatico, pronto ad uscire alla prima occasione come agito, quindi proiettato all'esterno. L'atto impulsivo non permette al dolore di avere un nome, un'identità, è un atto non pensato che scarica l'energia in eccesso, danneggiando spesso noi e chi ci circonda.
Il respiro consapevole ci permette di radicarci con la terra, di sentire l'energia che scorre dai piedi alla testa e dalla testa ai piedi. Siamo energia e questa consapevolezza ci aiuta ad essere realmente presenti, in noi e anche con gli altri.
Sentite l'aria che entra dal naso e che esce, semplicemente. La mente si ferma, in quel silenzio che "è cosa viva", come scrive la Candiani. È con il corpo che potrete incarnare la totale presenza di voi stessi.
Può essere un modo, anche a distanza, per fare arrivare conforto e calore. Potreste pure visualizzare un fascio di luce che parte dal vostro cuore, oppure dedicare parole, un mantra, un gesto, una canzone.
Sentitevi liberi di esprimere la vostra presenza come vi viene spontaneo, il mondo ha bisogno di presenza e credo proprio che possiamo donare un po' del nostro tempo per "essere con" il mondo.
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