Dott.ssa Martina CarrubbaPsicologa Psicoterapeuta
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Riflessioni

Il confine diventa preghiera

La saggezza antica lo sapeva: custodire è un gesto druidico, un atto di alleanza con il vivente. Il cerchio non imprigiona, consacra. Traccia uno spazio in cui l’energia può raccogliersi, rigenerarsi, fiorire. Ogni rituale inizia con un confine perché senza confine non c’è presenza.

Aver cura dei propri confini significa smettere di invadere se stessi e smettere di permettere che altri lo facciano. Significa riconoscere che l’amore non è fusione, ma danza tra distanze giuste. Che il rispetto nasce quando ognuno ha un luogo in cui tornare.

La natura non ci chiede di essere infiniti, ma integri. Non ci chiede di espanderci senza misura, ma di abitare con coscienza.

E in questo abitare, silenzioso e profondo, il confine diventa preghiera: una linea viva che non separa ma insegna a stare.

Luana Sanvidotto, Il Cerchio che Custodisce

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Immagine di copertina dello spunto "Il confine diventa preghiera"